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· Blog: Deliri di istocompatibilità · Blog: Deliri di istocompatibilità | Pomigliano-Somma solo andataAutore: Poppetta
Andare dal podologo è diventata un’impresa ardua,una battaglia persa in partenza. Altro che scalare l’Everest,toccarsi la fronte con la lingua o chennesoio! E’ ormai risaputo che non posso andare in macchina dopo pranzo,mi vengono le vertigini e mi prende una nausea fortissima che dura finchè non scendo dall’auto.Fino a quando avevamo la nevada (pace all’anima sua) il motivo era deducibile: la nevada stessa.Che tra l’altro,poverina,compagna di mille avventure,succube di vari vomiti occasionali durante il tragitto Pomigliano-Policastro,potevo pure capirla!..ad ogni modo per me è sempre dura fare Pomigliano-Somma Vesuviana alle 3 del pomeriggio,non ci riesco,mi sento una donna incinta al terzo mese (ma è al terzo mese che vengono le nausee?Non ho mai provato).E veramente sta sensazione la provo pure quando indosso un cappello.E’ qualcosa che ha dell’incredibile,deve esserci qualche interferenza tra me-stare in auto nel post pranzo-i cappelli.Come il mio cellulare col letto.Lo giuro,non posso parlare al cellulare stesa a letto,c’è un sottofondo inquietante durante tutta la conversazione,come se una zanzara agonizzante fosse rimasta inceppata tra i meccanismi intrinsechi del mio nokia. Parlavo del podologo,dunque. Orbene,una volta finito il viaggio,dopo aver trovato parcheggio sulla solita salita a destra,in quel di via san Giovanni De Matha (“Comm dottò?Via Giovanni Amato?” “No,signò,De Matha,San Giovanni De Matha” “Ah,via Amata?”) comincia l’attesa nella sala d’attesa (ma no!).Non parlo di un’attesa casuale,attenzione!Ma facciamo un passo indietro: ancora prima di entrare nella saletta comincia “l’atto d’osservazione pazienti avversari”,poi con la faccia da ultimo arrivato si entra (ammesso che si riesca a farlo) nella saletta d’attesa (che affaccia su un cortile con bellissima vista sulla facciata bianco sporco di un palazzo) e si chiede “chi è l’ultimo?”.Ma che ***** di domanda è,sei tu l’ultimo.Ed ecco che si scoprono i baroni,ebbene si,dal podologo si bara!Tutti i pazienti (che io mi ostino a chiamare "clienti" perché là sembra di stare in coda alla macelleria,niente di più serio o prioritario,lo giuro) in attesa fingono che il fattaccio non sia il loro.Quando poi l’occhio del nemico incrocia quello dell’ultimo arrivato tutto diventa un’occhiata di riguardo accompagnata da un sorriso di circostanza.Qualcun altro (paraculo!) abbassa la testa sul settimanale che sta fingendo di leggere..e non si sa mai chi è l’ultimo.Allora spunta la signora cazzimmosa di turno,quella che solitamente (per un motivo che l’A.I.P.,associazione italiana podologi,ancora non ha scientificamente provato) è bionda,cacofonica e sorridente,che indicando la vecchietta ingenua e indifesa che se ne sta comodamente seduta (perché nello studio ci sono 6 sedie per 306 pazienti e lei è la vecchietta ingenua e indifesa…tzè!) sbotta in: “E’ lei l’ultima”.La vecchietta,che ingenua e indifesa non è,se ne esce sempre più o meno così: “Ma che cos,signòòòò,io sono un controllo”. E qui si solleva la questione: la differenza che intercorre tra visita e controllo.Guai se dici che sta lì per una visita,quelli dei controlli ti mangiano con gli occhi.E se sei un controllo guai se ti fai scorgere dalla visita. Visita: “Stong primm e te,lota”. Controllo: “Ma guarda che dobbiamo entrare assieme”. Visita: “E che re’ sta novità?” Controllo: “Ma che novità,si è sempre fatto così”. Visita: “M’adda murì mammà,lievet ananz che m’aggia visità”. Controllo: “M’aggia spezzà l’uoss do cuoll ma io m’aggia fa o cuntroll”. C’è tensione,si,sono tutti tesi nell’ambulatorio Incoronato.Incoronato Giulio,un podologo un perché. Sebbene mi abbia tolta dai guai con le sue manine fatate (…) guarendomi un’unghia estirpata con incoscienza da un chirurgo e le restanti 9 predisposte ad incarnirsi e solcarmi le dita,scansandomi da una podologa opportunista appezzottata che mi ha consumato le dita col nitrato e da un’estetista,Lucia,soprannominata “Buffalo Bill” (vi lascio immaginare il soggetto) famosa per la confusione che fa tra un piede e la polpa di un pezzo di pa-pa-pa-pa-parmigiano re-re-re-re-re-re-reggiano (gratta tutto,è assurdo!)…beh,sebbene tutto questo,c’è tensione.E c’è anche puzzo,a dire il vero.Anzi,ci sono puzze.La sala d’attesa (che,ripeto,consta di 6 sedie) è quasi più grande dello studio,e in quattromila in 2 metri quadri si soffre..voglio dire,se qualcuno s’è scordato di farsi il bidet o lavarsi le ascelle o lavarsi i piedi (che è davvero il massimo prima di andare dal podologo) la cosa non passa inosservata.Inannusata,volevo dire. Dopo circa 5 ore d’attesa (se c’è poca "clientela" e se s’è finalmente capito chi è realmente l’ultimo,chi il "cliente" prima di te) passate a ridere di questo e quell’altro (io e mia sorella ce la caviamo così ormai) mentre i clienti discutono del perché il 4 gennaio faccia così freddo o espongono i propri problemi (callosità,vesciche,unghie incarnite,eccetera) facendo a gara a chi sia il miglior (S)offerente..beh,dopo tutto questo diletto si entra. Ed è lì che scopri che il peggio ancora doveva arrivare.
Link al Blog | | Date entered : Fri 11 May 2007 0:11 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | Lettera di un pazienteSalve.Ho trovato per caso questo portale.Per capire il mio caso devo spendere due righe.Qualche giorno fa é morta a 80 anni la mia podologa, Luciana Pedrucci, dopo aver lottato per anni con un tumore, che ha sempre affrontato a testa alta fino all'ultimo momento, lavorando anche sotto chemio e fino a prima di Natale, l'ultima volta che l'ho vista.Anche quando ormai si capiva che era arrivata alla fine aveva una mano ferma,esperta e con il suo spirito faceva dimenticare quel po' di dolore che provocava il piccolo intervento.Io sono di Reggio Emilia e lei é di Correggio.Mi ha curato per ben più di 16 anni.Aveva uno studio privato ed era la migliore, forse in Italia.Ha curato anche personaggi famosi(ad esempio Pavarotti).Stimata, amata dai colleghi e primari di tutta Italia, compreso il famoso ospedale di Correggio(conosciuto in passato per il suo reparto maternità, unico in Italia).Ma soprattutto amata dai suoi pazienti e da tutto il paese. Era uno spirito sostanzialmente libero, una forza della natura che ha vissuto una vita intensa. Piena di amore e di onestà, ma anche senza scrupoli a dire cosa pensava in faccia a chi la prendeva in giro e chi sottostimava il suo lavoro.Finché ha potuto, metà dei suoi guadagni li ha sempre destinati al lebbrosario de Il Cairo, dove si recava ogni estate a portare i soldi, eventuali donazioni spontanee dei suoi conoscenti e/o pazienti(mobilio, medicine..) e seguiva in prima persona il lavoro delle suore del lebbrosario. Prima di lei ho avuto esperienze più che negative nel tentativo di curare le mie unghie incarnite.Questi dottori blasonati di reparti di grandi nosocomi cittadini non avevano neanche idea di come trattare questo tipo di problemi.Come può un maledetto dottore ancora chiamarsi tale e tentare di curarmi, a 15 anni, con anestesia locale e una macchinaccia che emanava elletrocuzione! E' tutto quello che ricordo di quell'esperienza traumatica all'ospedale della mia città.Ancora quando ci penso ho un piccolo attacco d'ansia.Infatti la maggior parte dei pazienti di Luciana, che arrivavano non solo dalle zone limitrofe, ma spesso anche da tutta Italia, provenivano da brutte esperienze, "maciullati" da quelli che lei giustamente chiamava macellai(cosiddetti dottori che in realtà non avevano neanche idea di quello che facevano e rimetteva in sesto).La parte negativa della questione é che ne ho visti di questi casi, compreso il mio, tanti e tali nello studio di Luciana nel corso degli anni, come ho già detto...erano il 90 per cento!Ora ho molta paura ad affidarmi ad altre mani..vera paura! Ma devo anche decidere in fretta sul da farsi: il mio problema principale é l'insellamento troppo profondo dei miei alluci, dove "affondano" le unghie e in qualche maniera(non sono un esperto) crescendo si posizionano in malo modo, provocando un'infezione crescente.Ho sentito migliaia e migliaia di volte Luciana dare i giusti nomi a quello che sto cercando di spiegare goffamente, ma ora sono troppo confuso e addolorato per essere più chiaro di così.Inoltre s'incarniscono spesso anche le altre dita dei miei piedi. Vorrei che pubblicaste la prima parte della mia mail con i dovuti rimaneggiamenti, nella sezione del sito che credete più opportuna, se é possibile.Vorrei omaggiare una grande persona ed una grande esperta nel suo campo che non ha avuto la fama e i riconoscimenti dovuti e non li ha mai pretesi.Silenziosamente ha dedicato la vita agli altri, alla faccia del cinismo e l'opportunismo largamente diffuso nella professione medica (l'attualità parla da sola). Per quanto riguarda me sono in ricerca di una soluzione per il mio problema, che almeno non sia peggiorativa.Non chiedo la guarigione definitiva, ma almeno qualche indicazione anche generica. Grazie per la pazienza ed attenzione.
| | Date entered : Thu 18 Jan 2007 23:32 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | Foto del Mese
Foto del Mese
Anche questo mese ho pescato dall'archivio di FLICKR ed ho trovato questa foto molto carica di senso d'appartenenza e del giusto spirito lavorativo che mi sempra giusto postare. Come sempre sono ben accetti i commenti e le proposte.
Bye | | Date entered : Tue 19 Sep 2006 10:24 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | Parliamo di OpenSource ?
L'Open Source in Podologia? Innanzitutto cos'è?
In questi giorni stavo collaborando, spinto dalla mia passione per l'informatica e per le sue possibili applicazioni nel campo medico, con il progetto dell'Associazione MediaMedic sull' Open Source in medicina e mi chiedevo se condividere le mie esperienze e le mie considerazioni in questo spazio. Riflettendo ho comunque analizzato il fatto che questo argomento potrebbe essere ostico, se no inaccessibile ai più che, dell'OS e delle sue applicazioni, credo non ne abbiano neanche mai sentito parlare. Allora ho pensato di iniziare ad inserire dei concetti e delle definizioni che possano essere utili per comprendere l'argomento.
Definizioni (da Wikipedia) In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione. L'open source ha ovviamente tratto grande beneficio da internet. Alla filosofia del movimento Open Source si ispira il movimento Open content: in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un programma ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica.
Discussione Leggendo la definizione in molti penseranno:"...e quindi? io che me ne faccio? e soprattutto perchè dovrebbe interessarmi?". Le risposte sono comunque sotto i nostri occhi, ma non riusciamo a leggerle. Partiamo dal presupposto che oggi ogniuno di noi utilizza un PC e che sempre più spesso il suo utilizzo è orientato ad applicazioni di lavoro; le applicazioni che cerchiamo, troviamo, compriamo, e che installiamo molto frequentemente sono a sorgente chiusa, ovvero, in termine tecnico, sono di esculsiva proprietà di un proprietario (azienda) che mantiene tutti i diritti sul prodotto ed il codice di programmazione relativo risulta inaccessibile e non modificabile. Quindi noi per utilizzarlo paghiamo cifre consistenti. I possibili esempi partono dal Sistema Operativo Windows di cui paghiamo la licenza all'acquisto del PC, ai suoi applicativi come Office, Word, per andare a programmi di fotoritocco etc... L'OS invece è a sorgente aperta, cioè spesso non paghiamo nulla per averlo ed i codici di programmazione sono modificabili e liberi. Questa è una risorsa immensa che può portare ad abbattimenti dei costi considerevoli, sia per l'utenza classica, cioè il privato, sia per gli studi medici e le attività commerciali che possono fruire di applicazioni utili nella gestione dello studio e delle statistiche sui pazienti, senza sborsare cifre esorbitanti.
continua...
| | Date entered : Tue 12 Sep 2006 14:28 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | Curiosità bizzarre di questa torrida estateOcchio all'unghia, quest'estate è protagonista Dopo Enhancements, il primo «nail spa», apre anche un «nail bar», dove si perfezionano mani e piedi bevendo l'aperitivo Da atto solipsistico da consumarsi al chiuso di una cabina estetica, la cura delle proprie estremità sta diventando un momento corale e collettivo, complice l'apertura dei nail bar. A New York si trovano ad ogni angolo di strada e anche Londra e Parigi hanno seguito la moda già da tempo. Milano si adegua e colma le distanze con il primo nail bar italiano, Glitter, dove nel tempo di una pausa pranzo, ci si concede chiacchiere tra amiche e french manicure. I nail bar sono locali deputati alla cura delle mani e dei piedi, parti anatomiche che mai come in questo momento sono state sotto le luci dei riflettori. Con grande gioia del nutrito esercito dei feticisti dell'estremità, grande attenzione viene riservata dalla moda estiva al look del piede. Se fino ai primi anni '90 la cura delle unghie era considerata il fanalino di coda dell'industria della bellezza, l'estate 2003 consacra il «nail care» trattamento di punta della stagione.
 |  | Nail Bar clicca su una foto per andare alla galleria | | |
Le mani sono il nostro primo biglietto da visita e la parte più esposta del nostro corpo, mentre i piedi, esaltati da sandali a tacco vertiginoso o decorati da infradito raso terra, paiono essere «l'accessorio» di stagione. Le proposte per manicure e pedicure offerte dalle nail spa sono moltissime e in grado di soddisfare anche le più stravaganti: Enhancements, la prima nail spa italiana ad apparire sul mercato, propone Champagne Manicure: levigatura, bagno caldo, impacco marino, esfoliazione, massaggio con olio alle essenze e smalto. Il tutto accompagnato da una coppa di champagne. Da Glitter, in un ambiente fashion decisamente anni '70, dal primo di settembre inizierà l'«happy hour nail care», ovvero aperitivo e musica offerti a chi decide di effettuare un trattamento tra quelli proposti. O.P.I., leader americano della ricostruzione delle unghie, approdato anche a Milano, propone Pedicure Spa, soin dedicato con bagno all'estratto di pompelmo, esfoliazione, massaggio e maschera idratante, il tutto eseguito comodamente seduti su una poltrona dotata di massaggio dorsale e idromassaggio ai piedi. L'esigenza di avere unghie perfette nasce non solo dal soddisfacimento di un desiderio estetico, ma anche dalla possibilità di risolvere problemi strutturali di vario tipo. Per questo motivo uno dei trattamenti maggiormente richiesti nelle nail spa è la ricostruzione delle unghie, ideale per chi ha problemi di unghie che si spezzano, mangiate o rovinate, ma anche per chi vuole semplicemente valorizzare le proprie mani. La ricostruzione può essere effettuata con diverse metodologie: le più innovative sono le ricostruzioni con l'acrilico o con il gel. «La differenza, ottica e di resistenza, fra acrilico e gel è sostanzialmente data da una maggiore o lievemente minore flessibilità e trasparenza - spiega Cecilia Corrado di O.P.I. -. Una buona tecnica delle unghie deve, all'atto della ricostruzione, valutare lo stile di vita della propria cliente, oltre che osservare attentamente la forma delle unghie e della mano, per decidere quale sia il sistema di ricostruzione più idoneo». Una volta effettuata la ricostruzione, ogni tre settimane si deve procedere al refill (ritocco). L'unghia sottostante infatti crescendo crea un antiestetico scalino che deve essere riempito per restituire alle mani un aspetto impeccabile. Per chi desidera sbizzarrirsi con colori e decorazioni, non c'è che l'imbarazzo della scelta: percing all'unghia, applicazione di brillantini, disegni a mano libera o air brush, tattoo e french manicure sono tra i trattamenti più richiesti.
Nail spa a Milano
Glitter Via San Giovanni sul Muro 14 aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.30. Tel. 02.87.67.67 Prezzi a partire da 12 euro
O.P.I. Nail Art Piazza Cadorna 9, 1° piano, Milano Tel. 02.86.08.54 Prezzi a partire da 5 fino a 125 euro Aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30 Il sabato su richiesta specifica. Il Centro sarà chiuso dal 4 al 17 agosto.
Enhancements Via Solferino 46, Milano Tel. 02.62.69.45.37 www.enhancements.it Prezzi a partire da 12 a 125 euro Aperto dal lunedì al sabato Orari: lunedì dalle 15.30 alle 19.30; martedì/sabato dalle 10 alle 19.30
| | Date entered : Sat 12 Aug 2006 11:07 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | La Foto del Mese
Foto del Mese
Ho deciso di aprire una sezione del mio blog dedicata alle foto che più mi impressionano, mi incuriosiscono e mi colpiscono per il messaggio che riescono a dare. Ho deciso di aprire questo form con questa foto dal titolo "Our Feet Walk Our Way" prelevata dal database mondiale di foto Flickr. Sia il titolo che l'immagine mi hanno colpito per quel senso di unità e coesione che molto spesso manca nella nostra professione. Un'immagine significativa per tutti quelli che credono nel nostro lavoro e nell'importanza del podologo nella nostra società. Aspetto commenti, suggerimenti, impressioni e consigli in questa rubrica aperta a tutti. p.s. inviatemi anche foto artistiche vostre o di terzi ricordandovi di nominarne la fonte all'indirizzo service@podomedic.it
Bye Bye | | Date entered : Sun 6 Aug 2006 18:27 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | | Blog: Deliri di istocompatibilità | Linko il mio Sito...Ecco che inizio a postare!!!  e lo faccio inserendo subito il link al mio sito... non è in realtà troppo aggiornato, ma se volete avere maggiori informazioni potete scrivermi anche una mail!!!
Clicca QUI
Poi vi farò avere altre notizie su quel che riesco a trovare che, secondo me, meritano di esser nominate, discusse e visualizzate sulle mie pagine del blog. Per ora aspetto più che altro per prender dimestichezza con il mezzo in quanto non è che io sia un informatico e che le cose mi riescano così, per meriti divini.
Un saluto ed a presto!
OOOPS...il mio sito è out...provvederò a rimetterlo subito on-line  | | Date entered : Wed 26 Jul 2006 11:10 | | Categories : general |
| Blog: Deliri di istocompatibilità | |
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:: Definizione di Podologia ::
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La podologia è una branca della scienza medica che studia la fisiologia, le patologie ed i relativi trattamenti volti alla cura del piede.
Il podologo ha, nella sua pratica clinica la cura degli stati algici del piede, le ipercheratosi(callosità), le onicocriptosi e le deformazioni e le malformazioni del piede. È abilitato alla pratica della professione in stato di libero professionista o dipendente in strutture pubbliche e/o private. Agisce in maniera incruenta per risolvere gli stati algici del piede avvalendosi anche di tecniche di idromassoterapia e di costruzione di presidi plantari. Inoltre il podologo trova campo di applicazione delle proprie conoscenze in Posturologia in quanto il piede è un importante recettore del sistema tonico posturale. Un assetto sbagliato del piede spesso derivante da ipertono-ipotono di catene muscolari crea uno squilibrio del STP che può causare dolori cronici recidivanti. L'applicazione di stimoli propriocettivi che modulano il segnale degli organi recettoriali del muscolo (apparato tendineo del Golgi e fusi neuromuscolari) possono riequilibrare lo squilibrio ed eliminare le tensioni. |
:: Definizione di Podologo ::
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Il podologo è un professionista laureato in podologia, inserita nella classe delle lauree della riabilitazione, che si occupa della cura, prevenzione e riabilitazione degli stati algici del piede in età adulta, pediatrica e geriatrica. Adopera in regime di dipendenza o libero professionale con totalità e autonomia professionale e con strumenti e metodiche non cruenti di tipo massofisioterapico, ortesico digitale e plantare per la risoluzione dell'algia podalica.
Nelle sue competenze rientrano le asportazioni di tessuti cheratinici ipertrofici (detti anche ipercheratosi o callosità), la cura delle patologie ungueali (onicocriptosi, onicogrifosi, onicomicosi), la riabilitazione del passo con tecniche riabilitative attive e passive e con l'utilizzo di presidi ortesici plantari di derivazione ortopedica o posturologica.
Il profilo professionale è regolato ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, articolo 2, comma 1. |
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